Scopri tutti i rimedi per curare le emorroidi in base al grado della tua malattia: rimedi naturali, ambulatoriali e chirurgici

Cura delle emorroidi


Spesso quando si parla di emorroidi, l'alimentazione curata e uno stile di vita sano non bastano, soprattutto se si arriva ad una malattia emorroidaria di II°-III° e IV° grado, ovvero con prolasso più o meno facilmente riducibile.
In questo caso bisogna spesso ricorrere ad un intervento, sempre su consiglio dal medico proctologo, per curare le emorroidi.
curare le emorroidi Purtroppo il metodo tradizionale per la rimozione chirurgica delle emorroidi ha una brutta fama: si tratta di un intervento chirurgico con un decorso post-operatorio lungo e decisamente doloroso. Si chiama Emorroidectomia secondo Milligan e Morgan, è ancora attualmente la tecnica più usata al mondo e comporta la legatura e l'asportazione chirurgica delle emorroidi. L'intervento viene eseguito in anestesia generale o loco-regionale e dura dai 20 ai 40 minuti.
I veri problemi provocati da questa tipologia di intervento si manifestano durante il decorso post-operatorio: nella zona perianale restano infatti tre ferite aperte che provocano dolori forti durante l'evacuazione, al momento del passaggio delle feci.
Ecco perché anche i tempi di recupero sono lunghi, si parla tendenzialmente di tre - sei settimane di attesa prima di riprendere le normali attività lavorative. Durante questo periodo il dolore può persistere, anche forte.
 
Negli ultimi anni c'è stata però una marcata tendenza ad abbandonare l'emorroidectomia a favore di metodi di trattamento più conservativi per curare le emorroidi, grazie anche allo sviluppo di nuove tecniche meno invasive come il metodo THD o dearterializzazione emorroidaria transanale. Si tratta di un metodo diffuso che viene considerata la tecnica chirurgica meno invasiva per il trattamento delle emorroidi.
Il metodo THD consiste nella legatura dei rami terminali che portano sangue alle emorroidi: l'intervento viene eseguito attraverso un apposito proctoscopio e una sonda Doppler che permettono di individuare con estrema precisione il punto in cui procedere alla legatura delle arterie, legatura che avviene al di sopra della "linea dentata" ovvero in una zona scarsamente sensibile al dolore.
Il metodo THD è mini-invasivo e non comporta dolore perché non avviene alcuna asportazione di tessuto e quindi non ci sono ferite aperte: la legatura precisa dei rami terminali delle arterie va a ridurre l'afflusso di sangue e di conseguenza elimina i sanguinamenti.
In casi di prolasso la mucosa anale viene risistemata in sede con una plicatura del prolasso.
Non c'è bisogno di alcun ricovero ospedaliero, l'intervento con metodo THD viene eseguito in Day Surgery e già nel giro di 24-48 ore si possono riprendere le normali attività quotidiane.
Nei giorni successivi all'intervento si può percepire un senso di pesantezza e disagio che diminuisce gradualmente e potrebbe verificarsi un leggero sanguinamento, solitamente dovuto ai punti di sutura, che si risolve da solo in poche ore.



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